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Popillia japonica - i consigli del Servizio Fitosanitario Regionale

Cosa si può fare e cosa non si deve fare.

Data :

6 luglio 2026

Categorie:
Ambiente
Popillia japonica - i consigli del Servizio Fitosanitario Regionale
Municipium

Descrizione

La Popillia japonica Newman (Popillia o scarabeo giapponese; in inglese Japanese beetle) è un coleottero rinvenuto per la prima volta in Lombardia nel 2014, il cui areale di presenza si espande di circa 10 chilometri all’anno. Attualmente l’unica provincia lombarda ancora indenne è quella di Mantova. 

La presenza di Popillia japonica in Lombardia è quindi un fenomeno noto e monitorato da anni, che, si sottolinea, non rappresenta alcun pericolo per la salute dell’uomo o degli animali. Anche per quanto riguarda le piante, nella maggior parte dei casi i danni sono limitati e la vegetazione è in grado di riprendersi nel corso della stessa stagione vegetativa o in quella successiva.

 

COSA SI PUO' FARE?

In presenza di individui isolati di Popillia japonica, ti consigliamo di raccoglierli manualmente e farli cadere in un secchiello con una soluzione di acqua e sapone.

Per proteggere i frutti puoi coprire la chioma degli alberi con una rete antinsetto che deve essere scossa al mattino presto quando i coleotteri sono pressoché immobili.

Nel caso di infestazioni importanti seguire le indicazioni riportate nella scheda tecnica "Popillia_Indicazioni insetticidi 2026" (clicca qui).

COSA NON SI DEVE FARE?

ATTENZIONE! L’utilizzo di trappole è fortemente sconsigliato in orti o giardini privati in quanto il loro potere attrattivo è di molto superiore alla capacità di cattura e di conseguenza la vegetazione che si vuole proteggere, foglie, fiori e frutti, subisce danni ancora più rilevanti.

Anche l’impiego indiscriminato di prodotti insetticidi sul verde pubblico e privato è da evitare. 

 

CONTATTI

Per richiesta di informazioni scrivere a popillia@ersaf.lombardia.it

Casella dedicata al pubblicoinfofito@regione.lombardia.it

Regione Lombardia ha specificato che non è necessario inviare segnalazioni al Servizio fitosanitario regionale, il quale conosce già la situazione e continua a monitorarne l’evoluzione con strumenti scientifici dedicati. 

Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026, 16:25

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